ATP Finals: cosa sono, chi partecipa e come si svolgono

I tornei tennistici di prestigio, oltre al torneo Grande Slam, sono molti: aggiudicarsi un qualsiasi Master fa guadagnare a un atleta soldi e posizioni nel ranking. La competizione in assoluto più importante oltre alle quattro che compongono lo Slam si gioca a fine anno: si tratta delle ATP Finals (con le omologhe WTA Finals in ambito femminile); una manifestazione dalla storia relativamente recente che sta acquisendo di anno in anno una sempre maggior attenzione e che spesso diventa decisiva nella stagione di un tennista professionista.

 Come funzionano le ATP Finals

Abbiamo già detto che questo torneo è il più importante per montepremi e punti dopo quelli del Grande Slam. Il motivo è semplice: le ATP Finals sono riservate ai migliori otto atleti del ranking di singolare e doppio, che si sfidano in due gironi all’italiana, da cui escono quattro semifinalisti che si giocheranno l’accesso al match finale. Gli incontri nei due gironi – che vengono indicati con nomi di colori o “dedicati” a vecchi campioni della racchetta – sono al meglio dei 3 set; anche semifinali e finale si giocano su 3 set, con qualche eccezione al meglio dei 5 in alcune edizioni. Va da sé dunque che le ATP Finals rivestano grande importanza per gli atleti che vi partecipano: tenendosi abitualmente a novembre, un’eventuale vittoria può garantire una posizione migliore alla ripresa delle attività l’anno successivo.

 Dove si giocano le ATP Finals

La prima edizione di questa competizione si è giocata nel 1970 in Giappone: da lì in poi le ATP Finals sono diventate un torneo itinerante, ospitato da varie nazioni dalla grande tradizione tennistica e non: Francia, Cina, Spagna, Svezia, Australia, Germania, Portogallo, Stati Uniti. Dal 2009 si gioca stabilmente a Londra, su superficie in cemento. Già annunciata però la prossima novità: per 5 edizioni, a partire dal 2021, le ATP Finals si disputeranno in Italia, precisamente a Torino.

 Chi partecipa alle ATP Finals

Il torneo riunisce i migliori otto atleti delle graduatorie di singolare e di doppio: tale punteggio viene calcolato tenendo conto della partecipazione e dei risultati ottenuti in almeno 18 manifestazioni del Grande Slam, dell’ATP World Tour e della Coppa Davis. In caso di impossibilità a partecipare per infortunio subentra il primo atleta meglio piazzato dal nono posto in poi. Questa formula garantisce un riconoscimento non solo a chi si è aggiudicato i grandi tornei, ma anche a chi ha dimostrato grande regolarità di rendimento durante il corso dell’intera stagione.

 ATP Finals: montepremi e punti

Il meccanismo del montepremi e dell’assegnazione dei punti è abbastanza complesso: nel singolare la sola partecipazione alle ATP Finals dà diritto a circa 200mila $; le vittorie negli incontri dei due gironi all’italiana garantiscono un ulteriore “tesoretto” che può arrivare a triplicare tale somma. Raggiungere la finale aggiunge ulteriori 620mila $, vincere il torneo fa salire il montepremi di quasi 1,3 milioni di $. Per capire meglio, usiamo l’esempio pratico dell’edizione 2018: Zverev, che ha trionfato su Djokovic, ha guadagnato circa 1,9 milioni di $, frutto del bonus di partecipazione, di due vittorie su tre incontri nella fase a gironi e dell’arrivo con vittoria in finale.

Per quanto riguarda i punti, si può arrivare a ottenerne un massimo di 1500 (200 per ogni incontro vinto nel Round Robin + 900 se si vince la finale). Nel doppio l’attribuzione dei punti è pressoché identica al singolare: varia invece il montepremi, con un bonus partecipazione di 100mila $ e un premio per la vittoria finale di poco superiore ai 300mila $.